23 dicembre 2016

Rahele di Neela Vermeire Creations (B. Duchaufour 2016)


Una cara amica che conduce orgogliosamente una bella profumeria nelle Marche dice sempre che, mentre maneggia e spruzza un flacone di profumo, è come se tenesse fra le mani qualcosa di più di un semplice liquido profumato. C'è il cuore di chi lo ha fatto in ogni bottiglia, e questo è ancora più vero se si parla di Neela Vermeire, la direttrice creative del marchio omonimo. Impossibile pensare alle sue creazioni senza associarle a lei visto che Neela riesce a mettere un po' del suo spirito in ogni fragranza che porta il suo nome.
Condividendo la sua passione per la musica classica, non ho potuto fare a meno di annusare l'ultima creazione in questi giorni in arrivo nei punti vendita, Rahele senza pensare alle tinte pastello degli interni exotici Louis XV che incorniciano in riccioli d'oro moretti coi turbanti, rinoceronti ed elefanti su specchi di madreperla. Delicato eppure opulento come la musica di Jean-Philippe Rameau, il profumo danza come damigelle abbigliate in tessuti a piccoli motivi floreali che sembrano rubati ai decori Moghul.

Neela Vermeire Creations Rahele (B. Duchaufour 2016)


Since it's finally available on the shelves, I am proud to share with you my review appeared the last month on ÇaFleureBon.
A dear friend who proudly runs a beautiful perfume shop always says while holding a perfume bottle, spraying it, she holds in her hands more than a fragrant liquid. The heart of who made it is in every flacon and this is more than truth when speaking of Creative Director Neela Vermeire eponymous brand. One cannot think of her creations and herself as Neela puts a little piece of her soul in every scent that bears her name.
Sharing her passion for classical music, I couldn’t help but smelling her newest and soon to be released perfume Rahele and thinking of pastel tinged Louis XV exotic interiors framing in gold swirls peasants in turban, rhinoceros and elephants over mother of pearl mirrors. Delicate yet opulent like Jean-Philippe Rameau’s music, the perfume dances like damsels dressed in small floral pattern textiles almost stolen from the Moghul ornaments.

20 dicembre 2016

Le Jardin Retrouvé (Y. Gutsatz 1975-2016)

Yuri Gutsatz nel 1952
Settembre 1945, le cicatrici della guerra sono ancora fresche a Parigi. Alla fermata della metro Étoile un uomo si avvicina a Yuri Gutsatz: "Voi non mi conoscete? Sono Jean Carles. Cercate lavoro?". Anche se non avete mai sentito parlare di Yuri Gutsatz, credo basti questo aneddoto per capire che parliamo di un grande della profumeria dal destino avventuroso, ma soprattutto che ci ha lasciato un grande insegnamento sull'arte della profumeria.
In seguito a questo incontro, Yuri Gutsatz lavorerà per oltre trent'anni in Givaudan (allora Roure Bertrand Fils et Justin Dupont), ma soprattutto fonderà nel 1975 Le Jardin Retrouvé, il primo marchio di profumeria indipendente appena prima che Jean Laporte ne seguisse l'esempio con L'Artisan Parfumeur.

19 dicembre 2016

Le Jardin Retrouvé (Yuri Gutsatz 1975-2016)

Yuri Gutsatz in 1952
September 1945, the scars of WWI are still fresh in Parigi. At the subway Étoile Platform a man comes close to Yuri Gutsatz: "Don't you know me? I am Jean Carles. Are you looking for a job?". Even if you've never heard before about Yuri Gutsatz, I think this anecdote is enough to let you understand we're talking about a great guy of perfumery with an adventurous life, but above all who left us a great lesson about perfumery as an art.
After that meeting, Yuri Gutsatz will work at Givaudan (Roure Bertrand Fils et Justin Dupont back in time) for more than thirty years and later in 1975 will enstablish Le Jardin Retrouvé, the first independent niche perfume house right before Jean Laporte would follow his example with L'Artisan Parfumeur.

4 dicembre 2016

Feminité du Bois di Shiseido (1992)

"L'imperfezione è verità, l'imperfezione è umana” Mustafa Sabbagh

Mustafa Sabbagh Black Series Tuxedo Riot
Contrapposta ad un vinciano nero immacolato, l'imperfezione dei corpi diventa la forma più sublime di sessualità bruta nell'arte di Mustafa Sabbagh. Annusando Féminité du Bois non riesco a pensare ad una descrizione più azzeccata delle parole di Mustafa “l'imperfezione è verità”. Nel 1992, contrapponendo l'aspetto più pungente di fiori e legni, eterni simboli sessuali infusi in bois pour femme neo-deco, Feminité du Bois ha rivelato il lato maschile della femminilità e vice-versa, quasi fosse una novella Dama con l'ermellino.

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